Prof. Antonio Iannetti

Gastroenterologo Endoscopista Digestivo

Specialista in Gastroenterologia Malattie

del Fegato e Medicina Interna

Cell. +39.335.6935321   fax 06.233.297.473

antonio@iannetti.it  www.iannetti.it  

 

 

Dieta per malattia emorroidaria 

 

Malattia o sindrome emorroidaria

Le emorroidi sono un plesso fibrovascolare (cioè un insieme di vasi sanguigni e tessuto connettivo fibroso) che si trova al di sotto della mucosa del canale anale e che determina la continenza fecale (insieme a sfinteri, nervi, mucosa e cute). Quando le emorroidi si congestionano, diventando gonfie e dolorose, si manifesta la malattia emorroidaria. A seconda che siano interessate le vene del plesso emorroidario superiore e medio o quelle del plesso emorroidario inferiore, si distinguono emorroidi interne ed emorroidi esterne.

Spesso il problema è causato dalla fibrosi di uno o più gavoccioli, che si occludono, generando una sintomatologia dolorosa. Oppure, semplicemente, i gavoccioli si rompono e sanguinano. 

 

Il gavocciolo può rimanere fuori sede, trombizzarsi e dare dolore acuto 

 

È una sindrome comune, soprattutto tra le donne, specialmente durante la gravidanza e il puerperio, ossia il tempo tra il parto e il ritorno alla normalità degli organi genitali femminili.

Numerosi fattori sono coinvolti nel determinarsi della sindrome: invecchiamento, cattiva alimentazione, genetica, sedentarietà e problematiche intestinali, come la stitichezza.

 

Sintomi

Quando si congestionano, le emorroidi possono rimanere all’interno dell’ano oppure fuoriuscirne, creando dei rigonfiamenti che le rendono riconoscibili. Sintomi possono essere:

  • prurito;
  • bruciore;
  • tensione dei muscoli anali;
  • sensazione di bisogno impellente di defecare, con spasmo doloroso (tenesmo);
  • dolore ed edema perineale;
  • sanguinamento;
  • dispareunia. 

 

 

La dispareunia può essere conseguente alla malattia emorroidaria 

 

È opportuno non sottovalutare il problema, perché potrebbe sottintendere patologie anche gravi, come un tumore al colon-retto.

Il decorso della sindrome emorroidaria ha spesso una risoluzione spontanea, ma può anche diventare cronica. La diagnosi deve essere posta dal Medico specialista Gastroenterologo Proctologo, soprattutto se presente sanguinamento.

 

Alimentazione: linee guida generali

L’obiettivo principale è quello di mantenere una regolare attività intestinale, con feci morbide.

Gli sforzi compiuti per eliminare feci dure, secche e di dimensioni modeste, aumentano la pressione intraddominale e l’afflusso di sangue nei vasi anali, favorendone la dilatazione e la rottura.

Lo sfintere anale esterno, non essendo abitualmente dilatato da feci voluminose, va progressivamente incontro ad un restringimento, che impedisce un’adeguata circolazione sanguigna nella zona.

Quindi bisognerà:

bere acqua a sufficienza;

consumare fibre, che facilitano il transito intestinale.

 

Le fibre contenute nella dieta dovrebbero essere apportate soprattutto con i cibi, tentando di privilegiare soprattutto quelle solubili; in alternativa, esistono vari integratori alimentari specifici a base di fibre solubili.

I residui non digeribili degli alimenti tendono ad assorbire acqua distendendo le pareti del colon e impedendo la loro contrazione nervosa. Per questa loro capacità di legare acqua, gli alimenti vegetali devono essere associati ad una dieta ricca di liquidi (almeno un paio di litri di acqua al giorno), che ammorbidiscono il contenuto fecale, facilitando l’evacuazione e riducendo dolore e gas.

Bisogna però considerare che una dieta troppo ricca di fibre vegetali causa, in alcuni soggetti, un aggravamento della stitichezza, mentre in altri causa attacchi di diarrea. 

 

Scala di Bristol sulla consistenza delle feci 

 

Anche una situazione di diarrea, con episodi ripetuti, tende a peggiorare le emorroidi, irritando chimicamente l’ano e provocandone l’infiammazione.

L’alimentazione per le emorroidi dovrebbe comprendere una buona dose di microorganismi probiotici (batteri fisiologici) e molecole prebiotiche (polisaccaridi e fibre alimentari).

 

Per ridurre l’infiammazione locale bisognerà invece:

  • ridurre i grassi;
  • ridurre il consumo di zuccheri semplici, che possono determinare diarrea e aumento di peso;
  • evitare cibi e condimenti piccanti o speziati.

 

L’equilibrio biochimico della dieta per le emorroidi deve rispettare l’equilibrio nutrizionale, ponendo attenzione alle quantità di proteine e lipidi. Essendo queste responsabili del pH fecale, nelle giuste dosi formano una sostanza leggermente acida; a parità di flora batterica, ricordiamo che il pH fecale si abbassa, con l’aumento delle molecole grasse, e si alza con l’incremento di quelle proteiche.

I grassi svolgono un’ulteriore funzione protettiva dalle emorroidi; nella giusta percentuale (25-30% dell’energia), svolgono un’azione emolliente sulle feci e ne promuovono l’espulsione.

 

Cibi da evitare

  • Grassi idrogenati come margarine, dolci confezionati e oli raffinati;
  • condimenti ricchi di grassi saturi come burro, lardo, strutto, panna, etc …

Strutto e sugna 

 

  • salse elaborate come maionese, ketchup, bbq, senape, etc ….
  • spezie piccanti, come peperoncino, pepe, aglio, curry, semi di senape e paprika. In particolare, la capsaicina, presente nel peperoncino, ha un’azione irritante sulle mucose, poiché ne stimola la sensibilità dolorifica;
  • alcolici e superalcolici, inclusi vino e birra;
  • insaccati come salsiccia, mortadella, salame, cotechino, zampone, etc. e selvaggina;
  • caffè e altre bevande ad elevato contenuto di caffeina (es: energy drink), in quanto possono causare diarrea e aggravare così l’irritazione anale;
  • alimenti che contengono molto sale (es. insaccati, alimenti in scatola), poiché il sodio trattiene i liquidi e peggiora la stipsi.

 

Cibi consentiti con moderazione

  • Patate
  • Carote
  • Limoni
  • Riso
  • Banane

Questi alimenti sono definiti astringenti perché possiedono componenti non digeribili che provocano una distensione delle pareti del colon e possono quindi predisporre alla stipsi.

 

Cibi consentiti

  • Verdura cruda o cotta. Tra le verdure cotte preferire quelle a foglia verde (es. broccoli, cavolfiori, verza, spinaci, bietola, etc.) ma anche zucchine, melanzane e carciofi, lessate o al vapore. Le verdure si possono consumare anche sotto forma di vellutate, minestroni o passati insaporiti con 1-2 cucchiai di Grana Padano DOP grattugiato al posto del sale. Questo formaggio è un concentrato di latte ma, poiché viene parzialmente scremato durante la lavorazione, contiene meno grassi del latte intero con cui è prodotto.  Il Grana Padano DOP è naturalmente privo di lattosio, offre i nutrienti del latte. Per integrare l’apporto di fibra, è possibile utilizzare supplementi di fibre morbide medicate;
  • frutta, da consumare sia cruda che cotta. Preferire kiwi (soprattutto al mattino a digiuno), pere e prugne per regolarizzare l’intestino, ma anche mirtilli e frutti rossi per l’elevato contenuto di antocianine che aiutano a rafforzare le vene. È consigliabile mangiare la frutta con la buccia (se commestibile e ben lavata);
  • cereali (pane, pasta, riso, orzo, farro, cous cous, etc.), alternando quelli raffinati con gli analoghi integrali. In particolare, la crusca di frumento, quella di riso e il riso integrale aiutano ad aumentare l’apporto di fibre giornaliero;
  • legumi, meglio passati o centrifugati;
  • pesce, preferibilmente a vapore o al forno;
  • yogurt o latte fermentato; si possono aggiungere probiotici presenti in commercio. Ricordiamo che l’attività della flora batterica intestinale promuove la liberazione di molecole, quali acido butirrico e poliammine, che nutrono gli enterociti e migliorano la salute della mucosa intestinale.
  • olio d’oliva a crudo per condire le pietanze;
  • acqua, berne almeno 1,5-2 litri al giorno preferibilmente oligominerale naturale. Il corretto apporto di liquidi giornaliero può essere raggiunto anche bevendo brodo o tisane non zuccherate.

 

Consigli pratici

  • Sovrappeso e obesità sono due condizioni che favoriscono la comparsa delle emorroidi, in quanto il tessuto adiposo (grasso) in eccesso può aumentare la pressione sui vasi sanguigni, in particolare sul plesso emorroidale. Perciò è importante raggiungere o mantenere un peso adeguato alla propria altezza. Evitare gli eccessi alimentari, perché predispongono non solo all’aumento di peso ma anche alla cattiva digestione e all’infiammazione;
  • praticare regolare attività fisica (minimo 150 minuti a settimana, ottimali 300 minuti), che aiuta a tonificare i muscoli addominali e del pavimento pelvico, oltre che a combattere la stipsi. Alcuni sport o attività come il ciclismo, il motociclismo, l’equitazione e il sollevamento pesi possono essere controindicati nei Pazienti che soffrono di emorroidi nella fase acuta. Scegliere discipline di tipo aerobico, caratterizzate da un’intensità medio-bassa e lunga durata, alternandole a quelle di tipo anaerobico (breve durata e alta intensità), es. jogging, ballo, nordic walking, nuoto, etc …. 

 

Il ciclismo determina un traumatismo cronico nella regione perineale ed anale 

 

  • evitare gli sforzi intensi, come il sollevamento di carichi pesanti, in quanto potrebbero acutizzare il problema. 

 

Il sollevamento pesi, soprattutto se senza adeguata preparazione, andrebbe evitato in fase di malattia emorroidaria 

 

Tisane e rimedi naturali

Nelle forme lievi sono utili numerosi rimedi fitoterapici.

Tra questi ricordiamo gli estratti o i decotti a base di achillea, ananas, cipresso, ippocastano, malva, verbasco e tormentilla. 

 

Fiori di verbasco 

 

Per stimolare la naturale evacuazione possono essere utili uno o due bicchieri di acqua tiepida da assumere al termine dei pasti.

In caso di emorroidi sono utili anche unzioni locali con un oleito a base di scrophularia, morella, linaria e linaiolo. La pomata, a base oleosa, costituita da tintura di cipresso, cinquefoglio, crespino e ippocastano, è invece indicata per le sue proprietà analgesiche.

 

Scrophularia nodosa 

 

Nella cura delle emorroidi sono utilizzate anche diverse pomate a base di olio di fegato di pescecane, lievito, ippocastano e amamelide.

Non bisogna dimenticare, comunque, che le emorroidi possono guarire spontaneamente e che in molti casi il nesso tra guarigione ed alimenti, dieta e medicinali, è puramente casuale.

Indispensabile, infine, una corretta igiene locale, mattina e sera o comunque dopo ogni evacuazione.

 

 

ALIMENTI CONSIGLIATI

 

Alimenti ricchi di fibre. Frutta: specialmente a buccia scura. Verdura a foglia larga.

Yogurt con fragole e banane. Alcune spezie: curcuma, zenzero, anice stellato. Alimenti con farina integrale. Cereali integrali, riso e pane integrale, pasta integrale. Cipolla e aglio per il loro contributo alla coagulazione sanguigna.

Bevande: acqua, tisane.  Un’acqua aromatizzata all’ananas avrà un’azione decongestionante.

 

ALIMENTI SCONSIGLIATI

 

Cibi irritanti (attenzione a pepe e peperoncino), astringenti, lassativi.

Eccessi di carne rossa e insaccati salati. Cibi grassi e fritti.

Cioccolato. Pane e pasta a base di farine raffinate.

Bevande: caffè e tè; bibite gassate; alcolici (evitiamo il vino) e superalcolici.

 

Oltre a una mirata alimentazione per emorroidi, per prevenire o porre rimedio al disagio del disturbo emorroidario sarà opportuno adottare alcuni accorgimenti per migliorare lo stile di vita e aumentare la tonificazione vascolare: una leggera attività fisica quotidiana e la cura della propria igiene intima sono buone pratiche da eseguire per scongiurare il rischio di emorroidi.