Diete in Medicina

 

Etimologia: il termine “dieta”, dal latino diāeta(m), che deriva a sua volta dal greco díaita ‘tenore di vita’, indica non soltanto il comportamento alimentare di una persona, ma tutto l’insieme delle abitudini comportamentali, comprese quelle alimentari. 

 

Quindi dieta significa:

 

  • metodo abituale di alimentazione di una persona o di un gruppo di persone o di una popolazione in un certo periodo di tempo; 

 

  • regime alimentare che prevede l’uso di determinate quantità e qualità di cibi, adottato per prevenire o curare malattie: dieta lattea, ipoproteica, ipolipidica, iposodica, ipercalorica, ipocalorica, ipoglicidica e così via;

 

  • astinenza temporanea dal cibo o da certi cibi: stare, mettersi a dieta; seguire, osservare una dieta, anche per motivi o festività religiose;

 

  • per traslazione, e scherzosamente, può indicare una privazione o astinenza, di solito da qualcosa di gradito; per esempio, astinenza sessuale: “la moglie,… per la santità del marito e forse per la vecchiezza, faceva molto spesso troppo più lunghe diete che voluto non avrebbe” (Boccaccio, Decamerone, III, 4)

 

Nell’antica medicina greca, essa indicava il complesso delle norme di vita (alimentazione, attività fisica, riposo, addestramento guerriero, ecc.) atte a mantenere lo stato di salute. Nell’accezione moderna, la dieta indica una prescrizione alimentare ben definita, in termini qualitativi e quantitativi, allo scopo di correggere condizioni cliniche a scopo preventivo o terapeutico. 

La dietologia è il ramo della scienza dell’alimentazione che, basandosi sulle conoscenze relative alla composizione e alle proprietà biologiche degli alimenti, alla fisiologia e fisiopatologia della nutrizione e alle tecniche di una razionale preparazione dei cibi, mira a formulare le norme alimentari, quantitative e qualitative, per preservare o restaurare lo stato di salute o a prevenire la malattia nel singolo soggetto, preso in esame individualmente o in comunità più o meno omogenee. La dietetica prende in considerazione molteplici aspetti di ordine non solo individuale  e clinico (età, sesso, statura, peso corporeo ecc.), ma anche ambientale, ecologico, economico, socio-culturale. Un programma dietetico mira a stabilire il più opportuno apporto calorico quotidiano, a garantire il fabbisogno giornaliero in proteine a elevato valore biologico, a fornire un’equilibrata proporzione dei diversi elementi semplici (proteine, glicidi, lipidi) e ad assicurare una sufficiente e armonica introduzione di vitamine e sali minerali. 

 

 

La dietoterapia è l’indirizzo di cura che applica le leggi generali della scienza dell’alimentazione alle esigenze dell’individuo malato e costituisce un aspetto particolare della dietetica, in quanto si rivolge a soggetti malati (Pazienti), mirando a correggere le abnormi condizioni nutrizionali o metaboliche secondarie alla o alle malattie o disfunzioni di varia natura. 

 

La dietoterapia rappresenta il mezzo terapeutico fondamentale e sufficiente (in alcune sindromi metaboliche, in malattie della nutrizione) o un importante mezzo coadiuvante in molte condizioni morbose (cardiopatie, arteriopatie, malattie febbrili, anemie ecc.). L’apporto giornaliero dei principali nutrienti e degli oligoelementi dovrà essere, a seconda del caso clinico, particolarmente elevato o limitato, relativamente ad uno o più componenti: dieta iposodica, ipocalorica, iperpotassica ecc.. Alcune diete dovranno essere prive di determinate sostanze, normalmente presenti nei cibi abituali, ma nocive in particolari condizioni morbose, perché non assorbite o non tollerate dall’intestino (glutine, in caso di morbo celiaco o gluten sensitivity), oppure responsabili di manifestazioni allergiche o, non metabolizzate nel caso di particolari malattie metaboliche ereditarie (per es., la fenilalanina nell’oligofrenia fenilpiruvica, le fave e molti legumi nella Enzimopenia G6PD). Nei compiti della dietetica rientrano i problemi, teorici e pratici, connessi alla nutrizione enterale (somministrazione di alimenti liquidi e semiliquidi mediante sonda gastrica o attraverso la PEG, Percutaneous Endoscopic Gastrostomy), e alla nutrizione parenterale (somministrazione di soluzioni nutritive per fleboclisi).

 

Le diete, comprese quelle ipocaloriche, utilizzate a scopo dimagrante, devono essere prescritte dal Medico, predisposte da Professionisti qualificati (Dietologo, Biologo specializzato in nutrizione o Dietista) e utilizzate solo in caso di effettiva necessità.

 

Alcune diete estreme potrebbero precludere la varietà dei nutrienti 

 

La dieta deve essere il più possibile diversificata, in altre parole deve contenere tutti gli alimenti con caratteristiche nutritive diverse (carni, pesci, vegetali, frutta, latte, uova, ecc.) in modo da apportare tutte le sostanze necessarie alla salute dell’organismo. I macronutrienti (proteine, carboidrati, grassi) e i micronutrienti (vitamine, minerali) sono presenti in quantità diversa nei cibi che fanno parte dell’alimentazione quotidiana. Attraverso i pasti sono fornite all’organismo anche altre sostanze come, ad esempio, fibre e antiossidanti, che ne ottimizzano le funzioni, esercitando effetti benefici sulla salute. 

 

 

La piramide alimentare 

 

Gli alimenti, in base alla loro composizione in sostanze nutritive, sono suddivisi in 5 gruppi da combinare tra loro, alternando quelli dello stesso tipo, e da distribuire adeguatamente nei pasti giornalieri:

  • frutta e ortaggi, 5 porzioni al giorno, comprese le verdure cotte e/o crude
  • cereali, loro derivati e tuberi: 5 porzioni al giorno, dolci con moderazione
  • latte e derivati, 2 porzioni al giorno
  • grassi da condimento: per mantenere il proprio benessere è necessaria una certa quantità di grassi, ma senza eccessi. Questi comprendono sia i grassi animali che quelli vegetali. Sono usati per condimento ed è consigliabile privilegiare quelli di origine vegetale (in particolare l’olio extravergine di oliva) rispetto a quelli di origine animale (come burro, panna, lardo, strutto eccetera)
  • carne, pesce, uova, legumi, 2 porzioni al giorno. 

Questi ultimi sono le fonti principali di proteine; è importante alternarli e consumare le proteine di origine vegetale, contenute nei legumi, in abbinamento con i cereali.

 

Il modello di dieta più comunemente promosso dalle società scientifiche europee è quello che prevede un equilibrato bilanciamento delle sostanze nutritive tra loro:

45-60% delle calorie totali devono essere rappresentate da carboidrati, meglio se complessi e ricchi in fibre, quindi integrali, mentre vanno limitati gli zuccheri semplici

20-35% delle calorie devono essere costituite da grassi, di cui meno del 10% saturi

15% circa delle calorie devono provenire da proteine (0,9 g/kg del peso corporeo).

 

La dieta mediterranea è un ottimo esempio di dieta equilibrata prevedendo un contenuto prevalente di carboidrati complessi, alimenti di origine vegetale, ricchi di fibre, olio di oliva, un apporto adeguato di antiossidanti e polifenoli e una limitata assunzione di zuccheri semplici e grassi di origine animale. 

 

Piramide alimentare 

 

In condizioni di buona salute, in una dieta equilibrata, sono fondamentali il numero e la frequenza dei  pasti.

 

È opportuno suddividere il cibo della giornata in 5 pasti:

 

  • colazione, rappresenta il 20% del fabbisogno totale giornaliero di calorie, è fondamentale per ricaricare l’organismo di energia e affrontare la giornata

 

  • pranzo e cena, sono i pasti quantitativamente più importanti della giornata e rappresentano complessivamente il 60% del fabbisogno totale giornaliero. È importante che forniscano un’ampia varietà di alimenti in quantità adeguata rispetto alle esigenze di ogni individuo

 

  • merenda metà mattina e pomeriggio, rappresentano complessivamente il 20% del fabbisogno totale giornaliero, hanno il compito fondamentale di evitare di arrivare ai pasti principali affamati e di recuperare le energie perse per proseguire nello studio, nel lavoro o nell’attività fisica. Non devono essere troppo abbondanti per non indurre a saltare i pasti principali e squilibrare, così, tutta l’alimentazione giornaliera

 

I punti fondamentali per seguire una dieta equilibrata e sana sono:

consumare 5 pasti al giorno

combinare tra loro cibi dei diversi gruppi alimentari

per ogni gruppo, rispettare il numero delle porzioni giornaliere.

 

Oltre al cibo, che apporta sostanze nutritive ed energia, è importante bere ogni giorno un quantitativo adeguato di acqua per compensare le perdite dovute alla traspirazione, attraverso la pelle e le mucose, e alla produzione di urina e di feci. Una parte di acqua è introdotta con gli alimenti (600-800 millilitri circa) la rimanente deve essere assunta con le bevande (circa 1.200 millilitri, vale a dire 6-8 bicchieri al giorno). 

 

 

Il mantenimento di un adeguato bilancio energetico è fondamentale per garantire un buono stato di salute ed evitare sovrappeso e obesità. Il nostro organismo è in grado di regolare finemente il bilancio tra le calorie spese e quelle introdotte con la dieta, ma, per impedire che questo efficace e importante meccanismo fisiologico possa venir meno, devono essere fatte scelte consapevoli.

 

Bisogna evitare la vita sedentaria, aumentando la quantità di attività fisica giornaliera (camminare a piedi a passo svelto, fare le scale, sbrigare faccende domestiche, ecc.) e scegliere adeguatamente gli alimenti per evitare il sovrappeso.

 

Al fine di orientare la popolazione verso comportamenti alimentari più salutari, il Ministero della Salute ha affidato ad un gruppo di esperti il compito di elaborare un modello di dieta di riferimento, coerente sia con lo stile di vita attuale che con la tradizione alimentare del nostro Paese. Da questo modello è stata elaborata la piramide alimentare giornaliera, che indica quali porzioni di ciascun gruppo di cibi debbano essere consumate, affinché l’alimentazione sia varia ed equilibrata e compatibile con il benessere. Rispettando le porzioni consigliate, si rimarrà in armonia con la tradizione alimentare mediterranea, riconosciuta come la più salubre.

 

Un eccessivo consumo di un solo alimento, o un’alimentazione basata sull’uso di pochi cibi, comporta, quasi sempre, squilibri nutrizionali che portano alla malnutrizione per difetto o per eccesso.

 

In conclusione, per avere uno stile di vita sano bisogna:

seguire una dieta equilibrata

consumare adeguate quantità di acqua

svolgere un’adeguata attività fisica giornaliera

rispettare la stagionalità dei prodotti e consumare cibi locali

valorizzare l’aspetto gradevole della convivialità legato al consumo dei pasti. 

 

Dopo questa premessa, seguirà una serie di diete, o meglio, di consigli alimentari e dietetici, da seguire in alcune patologie gastro-enterologiche