Che cos’è la colonscopia? Quali sono i suoi rischi?

La colonscopia è un esame mediante il quale il medico può osservare il colon. Questo esame permette anche di ottenere campioni di tessuto da esaminare e di effettuare manovre terapeutiche come la polipectomia endoscopica (o mucosectomia).

Il colonscopio è un tubo flessibile, di 10-11 mm di diametro, con una telecamera alla sua estremità, che viene introdotto attraverso il canale anale e viene fatto risalere sino alla valvola ileocecale.

Devo eseguirla per controllo polipi. E’ dolorosa? Non c’è un esame alternativo?

La colonscopia può essere dolorosa in alcuni passaggi, a seconda della conformazione del suo colon, della sua soggettiva soglia del dolore e della presenza di aderenze viscerali. Essa provoca, comunque, un certo fastidio.

Noi usiamo effettuarlo in sedazione profonda in respiro spontaneo, sotto controllo del Medico Anestesista. Gli esami alternativi meno invasivi non dànno le stesse informazioni che il suo caso richiede, non dànno la possibilità di vedere lo stato della mucosa e la presenza polipi, anche molto piccoli. Non dànno la possibilità di fare biopsie per un controllo istologico, quando necessario, né di togliere i polipi. Per questi motivi la colonscopia tradizionale rimane il gold standard per indagare problematiche dell’intestino crasso (colon).

E’ un esame pericoloso? Corro rischi per l’anestesia?

Globalmente la percentuale di complicanze della colonscopia diagnostica è inferiore al 4 per mille. La percentuale di rischio di complicanze sale all’1% quando l’esame diventa operativo, perché bisogna tagliare con l’elettrobisturi. Anche il rischio della sedazione profonda > FAQ_Sedazione è modesto: non è un’anestesia totale, ma una sedazione con respirazione autonoma, non assistita con intubazione endotracheale. Il Medico Anestesista è comunque presente e vigila sulla normalità dei parametri vitali fisiologici.

La polipectomia o la mucosectomia endoscopica sono pericolose?

La polipectomia (o la mucosectomia endoscopica) non è una procedura pericolosa. Si tratta di tagliare con l’ansa, introdotta attraverso il canale operativo dell’endoscopio, l’escrescenza mucosa definita polipo. La procedura prevede, per maggiore sicurezza, l’infiltrazione sotto mucosa di sostanze che rendono meno probabile il sanguinamento e garantiscono l’asportazione di una maggiore quantità di tessuto mucoso circostante la lesione (mucosectomia), da cui una maggiore radicalità. Bisogna però considerare che si tratta di un piccolo intervento chirurgico e come tale comporta dei rischi. Sono infatti possibili delle complicanze (circa 1% dei casi).

Tali complicanze sono:

  • l’emorragia: in genere si autolimita o viene arrestata con manovre endoscopiche; è comunque necessario un ricovero ospedaliero per osservazione; raramente può invece essere necessario un intervento chirurgico;
  • la perforazione: non necessita sempre di un intervento chirurgico, ma va previsto un tempo di ricovero ed osservazione in Ospedale.

Quali sono le procedure endoscopiche operative? Una colonscopia può essere operativa?

Si definiscono operative tutte le endoscopie che prevedono un piccolo intervento chirurgico durante la loro esecuzione. Durante la colonscopia possono essere effettuati la polipectomia, la mucosectomia, la dilatazione, il posizionamento di protesi. Tutte queste manovre, che si effettuano durante l’esecuzione della endoscopia, rendono l’endoscopia stessa “operativa”.

Quali altre procedure endoscopiche operative ci sono? E che rischi presentano?

Altre endoscopie operative sono:

  • la CPRE con asportazione di calcoli, dilatazione di stenosi e inserzione di protesi
  • la sclerosi e la legatura delle varici esofagee
  • la Percutaneus Endoscopic Gastrostomy (P.E.G.)
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Prof. Antonio Iannetti

Gastroenterologo Roma Endoscopista Proctologo
Specialista in Malattie del Fegato e Medicina Interna