Compendio di Malattie dell’Apparato Digerente.
CAP. 9
Emorragie digestive.
Problema clinico frequente nei Pronto Soccorso degli Ospedali.
Emorragia digestiva superiore o inferiore: a seconda se è sopra o sotto al legamento di Treitz. Legamento di Treitz è tra mesentere e 3aporzione duodenale.
Incidenza annua (n° di nuovi casi/abitanti/anno) è 150 per 100.000 abitanti/per anno.
La frequenza dei ricoveri per emorragia è bassa; sono 4 volte meno frequenti dell’incidenza (ma i dati non sono esatti). Mortalità globale è dell’8-10%.
Come si presentano:
- ematemesi, se sangue si presenta con vomito (rosso vivo recente, oppure scuro caffeano se ha ristagnato nello stomaco);
- melena = feci nere, semiliquide, maleodoranti (emoglobina degradata a ematina);
- ematochezie = emissione di sangue rosso vivo dal retto;
- sangue occulto se rilevabile solo con misurazione chimica all’esame delle feci;
- talora solo segni clinici di sanguinamento = anemia, ipotensione ortostatica, dispnea, shock.
Inquadramento clinicodel paziente:
- valutare urgenza (se perso 20% del volume ematico > ipotensione posturale);
- incannulare vena periferica (o accesso venoso centrale);
- valutare emoglobina (ematocrito inizialmente è normale, scende dopo 48-72 ore);
- rianimare con liquidi, poi emazie concentrate e, -se occorre- con plasma e piastrine;
- localizzare la sede del sanguinamento: esplorazione rettale e sondino N-G;
- melena = sanguinamento alto (o poco sangue e rallentato transito);
- ematochezia = sanguinamento basso o alto massivo;
- rapporto azotemia/creatinina > 36 = sanguinamento alto (riassorbimento delle proteine del sangue).
- Emorragia digestiva superiore.
È importante anamnesi (malattie croniche, cirrosi, assunzione FANS, malattie coagulative, assunzione di alcolici, altro)
+ esame obbiettivo (epatosplenomegalia, ascite, ittero, spider vascolari, ecc. …)
+ endoscopia di urgenza.
Endoscopia completa > esofago, stomaco, duodeno (spesso più sedi di sanguinamento): ora indicazione all’endoscopica è legata anche a possibilità terapeutiche endoscopiche per varici esofagee e certi tipi di ulcere. Altri test diagnostici: quasi mai angiografia e scintigrafia.
Cause più frequenti di emorragia digestiva superiore:
ulcera duodenale, erosioni o ulcera gastrica, varici esofagee, esofagite e Mallory-Weiss, altro.
Prognosi legata alla causa ed alla gravità: 80% si arrestano da sole; 20% continuazione o recidiva. Le principali recidive (60 e 50% rispettivamente) sono per varici esofagee e per neoplasie gastriche con mortalità del 30 e del 14%.
2. Emorragia digestiva inferiore.
Indagare per una malattia infiammatoria intestinale, per emorroidi, dolore o diarrea, perdita peso o cambiamento abitudini alvo.
L’esame obbiettivo deve indagare lesioni cutanee associate a malattie infiammatorie intestinali, masse addominali, masse all’esplorazione rettale.
Endoscopia: prima anoscopia e rettosigmoidoscopia precoci per lesioni distali (emorroidi, ragadi, ulcera retto, colite o neoplasie); se negative, (e se sondaggio gastrico negativo) > pancolonscopia dopo preparazione con soluzioni di lavaggio gastrointestinale (preparazione controindicata solo se si sospetta un’ostruzione).
Radiologia: clisma opaco non indicato se sanguinamento in atto o recente. Meglio pancolonscopia.
Angiografia utile se sanguinamento massivo anche per possibilità terapeutica (adrenalina o materiale embolizzante).
Scintigrafia: con emazie mercate con Tecnezio 99m localizza sede del sanguinamento anche quando è lento (non visibile all’angiografia); le emazie marcate si accumulano nel punto di perdita e la radioattività locale aumenta. Sensibilità 70% e specificità 60%. Scintigrafia assai utile per diverticolo di Meckel.
Cause di emorragia bassa:
- Diverticoli 43%
- Angiodisplasia 20%
- Indeterminata 12%
- Neoplasie 9%
- Colite 9%
- Miscellanea 7%
3) Sanguinamento digestivo occulto.
Si manifesta solo con test chimico di dosaggio del sangue nelle feci.
Causa frequente sono FANS. Spesso sono lesioni del colon: fare sempre colonscopia se il test è positivo.
4) Lesioni sanguinanti specifiche.
Causa del 50% dei sanguinamenti. Uso di FANS è fattore di rischio importante.
Per lo più sanguinamento cessa da solo; alcune ulcere peptiche però hanno prognosi più grave.
Endoscopia e classificazione di Forrest dànno indicazione prognostiche importanti.
Classificazione di Forrest:
Ia Sanguinamento a getto
Ib Sanguinamento a nappo
IIa Vaso visibile su fondo dell’ulcera
IIb Coagulo adeso su fondo dell’ulcera
IIc Chiazza di ematina su fondo dell’ulcera
III Ulcera con fondo fibrinoso
Linea guida:
classe III no ospedalizzazione;
classi IIb e IIc ricovero in reparto di medicina,
classe Ia, Ib, IIa emostasi endoscopica e terapia intensiva.
Terapia endoscopica:
- diatermocoagulazione del vaso sanguinante (laser, elettrocoagulazione, sonda termica);
- iniezione di vasocostrittori nella lesione sanguinante e nelle sue adiacenze (adrenalina);
- iniezione di sostanze che aumentano pressione tissutale perivascolare (soluzione fisiologica);
- sostanze che flogosano tessuto circostante il vaso sanguinante (polidocanolo, glucosata ipertonica, sodio tetradecilsolfato).
- da alcuni anni sono in commercio le endoclip e i gel emostatici.
Queste tecniche endoscopiche sono equivalenti tra loro; laser è troppo costoso.
Terapia medica non è efficace in acuto; neanche i farmaci vasocostrittori splancnici (vasopressina, terlipressina, somatostatina) bloccano il sanguinamento. Gli inibitori di pompa protonica (PPI) e gli H2 antagonisti (ranitidina e simili) riducono la secrezione acida e si utilizzano per le terapie eradicanti dell’Helicobacter Pylori. Ciò serve a prevenire le recidive ulcerose, me non è dimostrato che siano efficaci nella prevenzione del risanguinamento.
- Erosioni gastriche.
IIa causa di sanguinamento: dizione corretta = gastropatia erosiva.
Può essere causata da:
- FANS: in genere causano sanguinamenti autolimitantisi. Associati ad ulcera peptica. Profilassi in pazienti in trattamento con FANS. Prostaglandine (Misoprostol) efficaci nel prevenire erosioni gastriche. Sucralfato e H2-bloccanti (dubbia efficacia). Omeprazolo efficace.
- alcol: causa raramente emorragie evidenti. Spesso gastropatia ipertensiva portale in cirrotici alcolisti. È sufficiente sospensione di alcol.
- stress: traumi multipli, grandi interventi chirurgici, ustioni estese, lesioni intracraniche gravi, sepsi, coagulopatie. Vi sono allora lesioni gastriche documentabili endoscopicamente. Ma veri sanguinamenti solo se c’è ulcera. Ultimamente profilassi con sucralfato o H2-bloccanti viene routinariamente adottata.
3. Emorragia digestiva in pazienti con ipertensione portale.
Può esserne causa più di una lesione:
- varici esofagee (10-30%)
- varici gastriche
- varici ectopiche (duodenali, coliche, emorroidarie)
- gastropatia ipertensiva portale = aspetto a mosaico del corpo e fondo gastrico, con ectasia dei capillari e venule della mucosa e sottomucosa, senza infiammazione.
Varici esofagee: tutti i pazienti cirrotici e con ipertensione portale formano varici esofagee; 30% sanguina; mortalità per emorragia da varici attualmente è 25-30%; dopo sanguinamento 60% di probabilità di risanguinare; rischio assai elevato nelle prime 6 settimane; scende poi gradualmente e dopo un anno torna a valori iniziali.
Varici gastriche: 10% delle emorragie in ipertesi portali. Varici gastriche tendono a sanguinare ed a risanguinare più frequentemente e gravemente delle varici esofagee.
Gastropatia ipertensiva portale: presente nel 90% dei cirrotici e ipertesi portali; non determina sanguinamento in genere, ma, se lo fa, tende poi a recidivare.
Terapia delle emorragie da ipertensione portale.
- Profilassi della prima emorragia: il rischio di sanguinamento delle varici esofagee viene determinato con l’endoscopia in base alla grandezza delle varici (F1-F2-F3), dei “segni del rosso” (venule e capillari dilatati visibili: da – a +++) ed alla gravità della compromissione epatica (indice di Child-Pugh: da A a C). Oggi si può anche misurare la pressione delle varici direttamente su di esse. Oppure si può calcolare il gradiente pressorio tra catetere libero e bloccato nelle vene sovraepatiche (misura della pressione portale).
La profilassi viene effettuata con beta-bloccanti non cardioselettivi (propanololo, nadololo) che abbassano la pressione portale, riducendo la gettata cardiaca e con vasocostrizione splancnica. Per le varici gastriche e la gastropatia ipertensiva portale non vi sono dati certi sull’utilità di un tale trattamento.
Esiste poi il trattamento chirurgico laparotomico, che consiste nel creare uno shunt porto-sistemico. Ci sono varie tecniche: porto-cava, spleno-renale, meso-cavale, spleno-renale distale. Altra tecnica chirurgica è quella della devascolarizzazione dell’esofago.
Unico intervento etiologico è chirurgico: trapianto di fegato.
Mezzi farmacologici: sostanze vasocostrittrici splancniche (terlipressina, somatostatina, octeotride) > riduzione pressione portale per vasocostrizione splancnica > arresto sanguinamento (75% dei casi).
Scleroterapia endoscopica e/o legatura endoscopica delle varici: iniezione con ago per sclerosi di sostanze irritanti nelle varici e intorno ad esse che creano trombosi delle stesse oppure legatura = applicazione su varici di anellini di gomma: successi nel 90-95%.
Flow chart = sostanze vasoattive + terapia endoscopica.
Se entrambe falliscono > TIPSS (Shunt Intraepatico Transgiugulare) e cioè una tecnica radiologica che comporta l’incannulamento della vena giugulare, il cateterismo delle sovraepatiche e la creazione di un tramite intraepatico tra vena sovraepatica e vena porta; questo viene mantenuto pervio con inserzione di una protesi metallica e permette la decompressione del sistema portale e quindi la detensione delle varici che cessano di sanguinare.
Se sanguinano varici gastriche = scleroterapia poco efficace per difficoltà tecniche > uso di collanti organici (butil-cianoacrilato o bucrilato che si inietta nelle varici, polimerizza istantaneamente e provoca uno stampo che chiude il vaso ed arresta l’emorragia).
- Prevenzione delle recidive emorragiche.
- Beta-bloccanti = efficaci nella prevenzione della rottura delle varici esofagee ed emorragie da gastropatia ipertensiva. Non studiata efficacia per la rottura di varici gastriche.
- Legatura delle varici esofagee = metodica efficace nella prevenzione (più della scleroterapia).
- Sleroterapia con bucrilato = pochi dati sul suo uso nella prevenzione di rottura di varici gastriche.
4. Mallory Weiss(Sindrome di)
È lesione tipicamente prodotta da conati di vomito; frequente negli etilisti. In genere si arresta spontaneamente. È lacerazione longitudinale di 5-15 mm della mucosa della giunzione gastroesofagea.
5. Esofagite, ulcera esofagea, ernia iatale, neoplasie.
Sono cause di sanguinamento cronico.
6. Fistola aorto-enterica.
Pazienti con by-pass aorto-bifemorale con deiscenza della anastomosi prossimale della protesi. Tramite con II°-III° porzione duodenale.
Diagnosi endoscopica + TAC.
Terapia chirurgica.
7. Angiodisplasie.
Anomalie vascolari color rosso ciliegia, spesso nel colon destro.
Etiologia sconosciuta.
Responsabili del 20% delle emorragie inferiori. Possono sanguinare cronicamente.
Terapia solo se provocano anemia resistente alla terapia marziale.
Terapia endoscopica: diatermocoagulazione.
Sono causa di sanguinamento solo nel 3% dei pazienti con diverticoli; 40% dei sanguinamenti totali. Sanguinamento indolore ed abbondante. Solo nel 20% dei casi terapia urgente per arrestarlo. Per individuare sede del sanguinamento: angiografia o scintigrafia con emazie marcate. Terapia chirurgica di asportazione del tratto colico interessato, se sanguinamento recidiva.
- Diverticolo di Meckel.
Persistenza di una porzione del dotto vitellino sul margine antimesenterico dell’ileo distale.
La sua infiammazione comporta una sintomatologia simile all’appendicite acuta.

